Il viaggio della volontà oltre la vita. Intervista a Giovannella Condò, notaia.

press • successioni e trusts

01 October 2026

per EXagere - Periodico di contributi e riflessioni di sociologia, psicologia, pedagogia, filosofia a cura di Federica Biolzi 

 

Un testamento, una successione sono uno dei momenti più delicati per chi resta.  Rappresentano un punto di incontro tra la dimensione personale della volontà, la tutela degli affetti familiari e la trasmissione del patrimonio. È un ambito nel quale le disposizioni normative si intrecciano inevitabilmente con vicende umane, relazioni familiari e scelte che possono produrre effetti anche molto tempo dopo.

Per approfondire questi temi abbiamo incontrato la dott.ssa Giovannella Condò, notaia in Milano con una consolidata esperienza nella materia successoria e docente della Scuola di Notariato della Lombardia, alla quale abbiamo rivolto alcune domande sul significato e sulla funzione del testamento.

Un’occasione per comprendere come uno strumento giuridico antico, quale il testamento, continui a misurarsi con una società profondamente cambiata e con nuove forme di patrimonio, di famiglia e di relazione.

 
Il testamento è, per antonomasia, l’atto che dispone l’ultrattività della volontà della persona. Ma esistono anche altri atti giuridici capaci di proiettare la volontà dell’individuo oltre la sua vita? E qual è, in questo senso, la peculiarità del testamento?

“Esistono certamente altri strumenti a capaci di produrre effetti dopo la morte. Pensiamo, ad esempio, alla designazione del beneficiario di una polizza vita, ad alcune disposizioni contenute in un trust o, su un piano diverso, alle disposizioni anticipate di trattamento (cd. “testamento biologico”).

Il testamento, però, è unico perché consente alla persona di disciplinare la propria successione per il tempo in cui avrà cessato di vivere, rimanendo fino all’ultimo momento libera di modificare o revocare le proprie decisioni.

Questa è una delle caratteristiche più significative: il testamento produce i suoi effetti quando chi lo ha scritto non c’è più, ma fino a quel momento non lo vincola. La persona resta libera di cambiare idea, di modificare le proprie disposizioni o di revocarle completamente.

In questo senso il testamento è forse lo strumento giuridico che più chiaramente consente alla volontà di sopravvivere alla persona. E non riguarda necessariamente soltanto il patrimonio. Può contenere anche disposizioni non patrimoniali, relative sia alla persona del de cuius che a terzi, diventando uno strumento attraverso cui esprimere riconoscenza, affetti, attenzione verso determinate persone, finalità solidaristiche e valori che si desidera continuino a essere perseguiti dopo di noi.”

Perché il nostro ordinamento attribuisce un valore così rilevante alla volontà del defunto e fino a che punto essa può prevalere sulle esigenze e sui diritti di chi gli sopravvive?

“Perché il patrimonio di una persona è normalmente il risultato della sua vita, del suo lavoro e delle sue scelte. È quindi naturale che l’ordinamento le riconosca il diritto di decidere, entro determinati limiti, quale debba esserne la destinazione dopo la morte.

Ma la libertà testamentaria nel nostro sistema non è assoluta. Il legislatore cerca un equilibrio tra due esigenze: rispettare l’autonomia della persona e proteggere alcuni rapporti familiari considerati particolarmente meritevoli di tutela.

È qui che interviene la successione necessaria. Coniuge, figli e, in assenza di figli, ascendenti hanno diritto, nelle diverse situazioni previste dalla legge, a una quota del patrimonio. Il testatore può quindi decidere liberamente soltanto entro la c.d. “Quota disponibile”

Il testamento è quindi espressione di libertà, ma di una libertà che deve convivere con la tutela della famiglia.”

Negli ultimi anni è cambiato qualcosa nell’uso del testamento e della modalità di presentarlo? Se si, è dovuto a che cosa?

“Direi di sì. È cambiata innanzitutto la società e, di conseguenza, sono cambiate le successioni.

Le famiglie sono molto più articolate rispetto al passato: sempre più convivenze senza matrimonio, figli di relazioni diverse, persone senza figli, patrimoni distribuiti in più Paesi. Sono inoltre cambiati i patrimoni stessi: un tempo costituiti prevalentemente da asset immobiliari e liquidità, oggi sempre più dinamici; accanto agli immobili troviamo partecipazioni societarie, investimenti finanziari, asset digitali e interessi economici sempre più complessi.

[...]”

Continua a leggere l'intervista ...

 

Leggi articolo >

Subscribe to the newsletter

Our Tips are pills of cases born from the experience shared with each of you