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20 aprile 2020

Pubblicati in Gazzetta Ufficiale gli schemi di bilancio per gli Enti di Terzo Settore

Nella Gazzetta ufficiale di sabato 18 aprile è stato pubblicato il decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali contenente i modelli di bilancio destinati agli Enti di Terzo settore (“ETS”) che – come noto – devono redigere il bilancio di esercizio in conformità alla modulistica ministeriale.

Il decreto contiene lo schema di stato patrimoniale, rendiconto gestionale e relazione di missione per gli ETS con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate pari o superiori a euro 220.000,00 e il modello di rendiconto per cassa destinato agli enti che si trovano al di sotto di detto limite.

Si ricorda che per gli ETS che esercitano la propria attività esclusivamente o principalmente in forma di impresa commerciale il bilancio di esercizio deve essere redatto secondo gli schemi di bilancio previsti dal codice civile per le società (a seconda dei casi art 2423 e seguenti, 2435-bis o 2435-ter del codice civile) e depositato presso il Registro Imprese.

L’utilizzo degli schemi pubblicati sarà obbligatorio a partire dalla redazione del bilancio relativo al primo esercizio finanziario successivo a quello in corso alla data della pubblicazione del decreto. Quindi, per gli enti il cui esercizio coincide con l’anno solare, gli schemi dovranno essere utilizzati per la redazione del bilancio relativo all’anno 1 gennaio – 31 dicembre 2021. Per gli enti, invece, il cui esercizio coincide ad esempio con l’anno scolastico (settembre – agosto) restano solo pochi mesi per organizzare le rilevazioni contabili alla luce dei nuovi modelli.

Il Ministero precisa che gli schemi pubblicati devono essere considerati come schemi «fissi», tuttavia, per favorire la chiarezza del bilancio, gli enti potranno: suddividere le voci precedute da numeri arabi o da lettere minuscole dell’alfabeto, senza eliminare la voce complessiva e l’importo corrispondente; raggruppare le citate voci quando il raggruppamento è irrilevante o eliminarle se hanno importi nulli per due esercizi consecutivi; in ultimo, aggiungere voci precedute da numeri arabi o da lettere minuscole dell’alfabeto.

Degli eventuali raggruppamenti o eliminazioni delle voci di bilancio se ne dovrà dar conto nella relazione di missione.

Ma chi sono gli enti tenuti a utilizzare gli schemi contenuti del decreto ministeriale?

Come noto, in attesa che venga istituito il Registro Unico degli Enti di Terzo Settore, sono considerati ETS le Onlus, le Organizzazioni di volontariato e le Associazioni di promozione sociale iscritte nei relativi registri.

Il Ministero del Lavoro delle nota del 27 dicembre 2017 con cui forniva indicazioni sulle disposizioni del CTS direttamente applicabili agli enti citati, in relazione all’obbligo di redazione del bilancio precisava che “(…) tutti gli enti del Terzo settore sono tenuti alla redazione del bilancio di esercizio, nelle forme di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 13: l’attuale mancanza della modulistica, da definirsi con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, non esonera gli enti da tale adempimento, traducendosi detta mancanza esclusivamente nell’eterogeneità dei documenti contabili in questione.”

Adesso che la modulistica è stata pubblicata sembrerebbe, quindi, dover valere per tutti gli enti che ad oggi possono considerarsi ETS, tuttavia, si esprime qualche dubbio sull’effettivo utilizzo dei medesimi da parte delle Onlus la cui disciplina di riferimento (D.Lgs. 460/97) resterà in vigore sino a quando non troveranno applicazione le nuove disposizioni fiscali recate dal titolo X del Codice del Terzo settore.

 

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