Successioni e Trusts
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11 febbraio 2019

Patti di famiglia e fisco: ATTENZIONE!

Il patto di famiglia, ovvero quel contratto che consente al titolare di trasferire l’azienda o una quota di società a un proprio discendente, dietro liquidazione compensativa in favore degli altri legittimari, oltre ai significativi vantaggi imprenditoriali offre rilevanti vantaggi anche sul piano fiscale che, però, sembrano subire una frenata d’arresto a causa di un orientamento penalizzante emesso recentemente dai giudici ermellini con una ordinanza dello scorso dicembre.

In particolare, il caso analizzato dalla Suprema Corte riguardava un patto di famiglia nel quale la madre attribuiva delle partecipazioni sociali al proprio figlio il quale si impegnava, a sua volta, a trasferire un compenso in denaro a favore della sorella.

Ebbene, secondo i giudici ermellini, tale attribuzione compensativa dovrebbe essere configurata come una donazione diretta tra fratelli, sebbene il nostro ordinamento ricolleghi espressamente il patto di famiglia alla tipologia contrattuale del patto successorio e non della donazione.

La Cassazione, quindi, secondo una singolare ricostruzione, ha ritenuto opportuno riconoscere la soggezione all’imposizione tenendo conto delle aliquote e franchigie riferibili al rapporto con l’assegnatario (il fratello), piuttosto che al rapporto con l’originario disponente (la madre).

La diversa interpretazione di questa attribuzione compensativa rischia di avere dei risvolti pratici di non poco conto dal momento che:

– se la considerassimo, come hanno fatto i giudici tributari, come una donazione tra fratelli applicheremmo l’aliquota del 6% per il valore eccedente la franchigia 100 mila euro;

– se, invece, la considerassimo, non come una donazione diretta, ma indirettamente effettuata dalla madre disponente in favore della figlia, per il tramite del figlio beneficiario, applicheremmo l’aliquota del 4% per il valore eccedente la franchigia di 1 milione di euro.

Si tratta, quindi, di un’interpretazione che rischia di compromettere e limitare la diffusione del patto di famiglia a causa del rilevante carico fiscale gravante in capo al legittimario.

Pertanto, appare opportuno un intervento chiarificatore affinchè il patto di famiglia possa trovare maggiore diffusione e sviluppo operativo.