diritto societario
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20 novembre 2018

Le azioni a voto plurimo nel “family business”

Nel panorama societario italiano le imprese a gestione familiare rappresentano, di gran lunga, la maggioranza e molto spesso accade che gli imprenditori, anche i più capaci e illuminati, si trovino impreparati ad affrontare il delicato e complicato passaggio generazionale nella governance dell’impresa.

Nella scelta del futuro leader dell’impresa di famiglia, un valido strumento per non farsi cogliere di sorpresa e gestire, quindi, efficacemente l’intero processo successorio, è rappresentato certamente dalle azioni a voto plurimo.

In particolare, al fine di garantire la migliore continuità di governo e controllo societario, l’imprenditore potrebbe trasferire la propria partecipazione a tutti gli eredi in misura uguale tra loro, ma attribuendo soltanto al successore, ritenuto più idoneo per le sue abilità e virtù manageriali, le azioni munite del voto plurimo, senza causare alcuna lesione di legittima.

Tali azioni potranno essere create sia in fase di costituzione della società, sia durante la fase di vita operativa, con l’adozione in tal caso di una delibera modificativa dello statuto sociale, attraverso le maggioranze richieste dall’assemblea straordinaria. Pertanto, appare ragionevole ritenere che venga ugualmente raggiunto il consenso unanime tra i soci, alla luce del diritto di recesso riconosciuto a coloro che non hanno concorso all’assunzione di tale deliberazione, così da evitare dannose conseguenze negative per l’intera compagine sociale.