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11 Luglio 2023

Cittadini italiani residenti all’estero: cosa cambia nell’acquisto della prima casa

L’articolo 2 del D.L. 13 giugno 2023 n. 69, entrato in vigore il 14 giugno 2023, ha modificato la disciplina delle agevolazioni “prima casa” per i cittadini italiani emigrati all’estero.

La normativa previgente prevedeva che il cittadino italiano, trasferito all’estero per motivi di lavoro subordinato, o emigrato all’estero, potesse acquistare un’abitazione beneficiando delle agevolazioni fiscali “prima casa”, nel comune in cui il proprio datore di lavoro aveva la propria sede o esercitava la propria attività, oppure, nel secondo caso, su tutto il territorio nazionale.

In entrambi i casi il contribuente era dispensato dall’obbligo di fissare la propria residenza nel comune ove era ubicato l’immobile (e ciò neanche quando fosse rientrato stabilmente in Italia), dovendo solo rispettare le condizioni di cui alle lettere b) e c) della nota IIbis Tariffa Parte Prima al Testo Unico sull’imposta di registro, comunemente definite della “impossidenza” e della “novità”.

La normativa, come sopra prevista, non era pienamente conforme al Trattato sull’Unione Europea, in quanto i cittadini italiani, rispetto agli altri cittadini dell’UE, non erano tenuti a rispettare il requisito della residenza, risultano quindi privilegiati.

Alla luce del carattere potenzialmente discriminatorio della normativa, l’art. 2 del DL 69/2023 sopra citato ha previsto la soppressione della fattispecie del cittadino italiano emigrato all’estero, modificando sensibilmente quella del contribuente trasferito all’estero per motivi di lavoro.

Quest’ultimo, infatti, a prescindere dalla sua cittadinanza, potrà accedere alle agevolazioni “prima casa” a condizione che, per almeno cinque anni, abbia avuto in Italia la propria residenza anagrafica o vi abbia svolto una qualunque attività, anche non retribuita e, quindi, anche di studio, di volontariato o sportiva e purchè l’immobile si trovi nel comune di nascita del contribuente o, alternativamente, nel luogo in cui il medesimo, prima del trasferimento all’estero, avesse la propria residenza o svolgesse la propria attività (non essendo più possibile l’acquisto in qualsiasi Comune italiano).

 

 


 

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