In Lombardia la prima legge regionale per i data center

real estate

19 luglio 2026

La regione Lombardia, con la L.R. n. 11/2026, è la prima in Italia a prevedere una disciplina organica per la realizzazione, l'ampliamento e il monitoraggio dei centri dati (data center).

Gli scopi perseguiti sono quelli di sviluppo produttivo e attrazione di investimenti pubblici e privati, mirando a garantire la transizione ecologica ed energetica nel rispetto della capacità di carico delle infrastrutture esistenti.

La norma riconosce priorità insediative ed energetico-ambientali alla realizzazione e all'ampliamento dei centri dati che garantiscano la localizzazione qualificata (aree di rigenerazione, dismesse o degradate), la sostenibilità energetica, l'economia circolare termica e l'efficienza idrica.

Il rispetto di uno o più di tali requisiti attiva un meccanismo premiale cumulabile, caratterizzato da semplificazioni procedimentali, priorità nell'accesso a finanziamenti pubblici, abbattimento del contributo di costruzione e deroga agli standard urbanistici per i parcheggi pertinenziali, lasciando inoltre ai Comuni la facoltà di prevedere ulteriori incentivi in seno alla pianificazione locale.

I centri dati sono qualificati come insediamenti produttivi ai fini del contributo di costruzione e delle dotazioni territoriali. Sotto il profilo della destinazione d'uso, gli impianti oltre i 5 MW sono classificati esclusivamente come produttivi, mentre quelli fino a 5 MW sono compatibili anche con le destinazioni terziaria e direzionale.

È ammesso l'insediamento in aree per servizi tecnologici ai data center integrati con impianti di teleriscaldamento per il recupero del calore.

Qualora l'intervento comporti il consumo di suolo agricolo nello stato di fatto, il contributo di costruzione è incrementato del 100%, quota che sale al 200% nelle aree naturali protette, con l'obbligo di destinare tali somme a misure compensative ambientali o di riqualificazione territoriale.

Inoltre qualsiasi piano attuativo o titolo abilitativo deve indicare espressamente sia la potenza di connessione richiesta, sia la potenza termica nominale dei generatori di emergenza, quest'ultima rilevante per le procedure di VIA.

Da ultimo, si segnala che i centri dati con potenza richiesta superiore a 10 MW sono qualificati come interventi di rilevanza sovracomunale e sono sottoposti a valutazione di compatibilità tramite una conferenza consultiva di concertazione.

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