Intervista a Giovannella Condò
Rekh Magazine, a cura di Primavera Fisogni
Una conversazione con la co-fondatrice di Milano Notai, con sede a Milano, e fondatrice de "La Carica delle 101", la community di donne professioniste a supporto delle start-up. L'intervista è inclusa nel libro FEMMINILE, PLURALE, pubblicato per Rekh Magazine Stories in formato ebook e cartaceo.
Una copia è allegata qui sotto e scaricabile gratuitamente.
Negli anni Ottanta, un’era fa, a ben pensarci, l’idea del successo al femminile, si misurava sulla capacità di adeguarsi a modelli di riferimento maschili. Quello che l’esperienza professionale e umana della dottoressa Giovannella Condò evidenzia, è qualcosa di differente e non scontato: un paradigma di empowerment basato sulla capacità di far crescere competenze in circolo con soft skills squisitamente femminili, a partire dall’attitudine ad abbracciare la complessità facendo gruppo. L’autorità diventa così autorevolezza, misurandosi prima ancora che in rapporto con i risultati, con la sapiente costruzione delle relazioni, la motivazione dei propri pari e collaboratori, il respiro interdisciplinare dei progetti.
Notaio Giovannella Condò, congratulazioni a Lei e alle sue socie di Milano Notai per aver vinto i Legalcommunity Energy Awards 2026, il primo riconoscimento italiano nel settore dell’energia. Si pensa che la gestione energetica sia principalmente una questione ambientale, industriale, produttiva. Non ci si immaginerebbe che un grande studio notarile sia così protagonista della transizione energetica… Quali i vostri asset?
GC: In effetti l’energia viene spesso letta come una questione prevalentemente industriale o ambientale, mentre in realtà tutti gli aspetti correlati all’energia e alla transizione energetica passano in modo decisivo anche dalla qualità delle strutture giuridiche che la rendono possibile. Il nostro ruolo è proprio questo: accompagnare progetti complessi, trasformandoli in asset giuridicamente solidi, bancabili e sostenibili nel tempo.
Milano Notai è protagonista perché opera da anni al crocevia tra diritto, finanza e infrastrutture. L’energia rinnovabile, le comunità energetiche, le operazioni di project finance, gli investimenti infrastrutturali richiedono un approccio notarile evoluto, capace di comprendere la complessità tecnica e finanziaria dei progetti. Il nostro asset principale è un metodo di lavoro multidisciplinare, con competenze altamente specializzate e una forte capacità di dialogo con advisor, investitori, banche e operatori industriali. In questo senso, il notaio diventa un facilitatore, non un semplice certificatore.
Milano Notai opera nel settore energy in modo continuativo dal 2005, quando abbiamo seguito l’acquisizione e il finanziamento di uno dei più estesi parchi eolici italiani.
Da allora abbiamo costruito una competenza profonda, seguendo con continuità società di progetto, investitori istituzionali e fondi dedicati, sia nelle operazioni su asset esistenti sia nello sviluppo greenfield di nuovi impianti.
Milano Notai ha sviluppato strumenti innovativi come il Visual Legal Smart Report per agevolare le due diligence e rendere più fruibili e immediatamente operativi contenuti complessi in ambito energetico, favorendo accesso alla bancabilità e semplificazioni operative. Tutto questo ci ha resi interlocutori credibili in operazioni strutturate e trasversali, integrando competenze notarili con dinamiche di mercato contemporanee.
Milano Notai nasce nel 2002 da una sinergia, tutta femminile. Con lei Monica De Paoli. Quanta visione e quanto coraggio vi ha condotto a pensare così in grande?
GC: Milano Notai nasce nel 2002 da una visione condivisa e con l’idea di base di una nostra sinergia, tra me, Monica De Paoli e poi Stefania Anzelini. Abbiamo messo al centro la visione di uno studio orientato all’eccellenza tecnica, all’innovazione e alla capacità di dialogare con clienti sempre più esigenti, privati e istituzionali, in un momento in cui non era affatto scontato pensare a uno studio notarile strutturato, organizzato come una vera piattaforma di competenze. Non è stata solo audacia, è stata una scelta consapevole: percepivamo che il mercato stava cambiando e servivano strutture professionali che potessero interpretare quelle complessità.
Oggi un team di oltre trenta professionisti opera in aree come banking, societario, startup, energy e fondi, con un approccio su misura e orientato alle esigenze concrete dei clienti.
Essere una sinergia tutta femminile non è mai stato un manifesto, ma un dato di fatto che ha inciso sul nostro modo di lavorare: molto orientato alla collaborazione, alla progettualità e alla costruzione di valore nel lungo periodo. Pensare “in grande” ha significato proprio questo: uscire dalla dimensione individuale della professione e costruire uno studio che fosse una piattaforma di competenze.
Un’idea antica del lavoro notarile fa pensare a documenti, carte, a un lavoro tutto sommato ripetitivo, e un po’ burocratico. Se invece si naviga nel sito di Milano Notai si percepisce una realtà ben diversa: progetti, competenze, seminari. Un organismo vivente, mi verrebbe da dire. Con uno sguardo “smart” alla contemporaneità. Quanti sono i collaboratori? Che tipo di formazione continua viene proposta?
GC: Milano Notai è effettivamente un organismo vivo, in continua evoluzione. Lo studio conta oltre trenta professionisti e collaboratori, organizzati per aree di attività, che spaziano dal societario al banking, dall’energy alle operazioni straordinarie e ai progetti più innovativi.
L’idea del notaio come figura legata esclusivamente alla carta e alla ripetitività non corrisponde più alla realtà, almeno non alla nostra. Milano Notai è davvero un organismo vivente, che cresce e si adatta ai cambiamenti del mercato. La formazione continua è un pilastro fondamentale: non solo aggiornamento tecnico-giuridico, che è imprescindibile, ma anche momenti di confronto su temi trasversali come l’energia, la sostenibilità, l’innovazione, la governance. Organizziamo seminari, partecipiamo a tavoli di lavoro, investiamo molto nella crescita delle persone, perché crediamo che uno studio notarile contemporaneo debba essere anche un luogo di produzione e circolazione di conoscenza, non solo di esecuzione.
Non a caso avete ricevuto per il secondo anno di fila, nel 2024 e 2025 il premio Studio Notarile dell’anno… Per altro, il vostro palmares è notevole. Ma come si fa a mantenere, in un polo così importante come Milano, uno standard professionale tanto elevato?
GC: Mantenere standard elevati in una piazza come Milano è una sfida quotidiana. La concorrenza è altissima e il livello di aspettativa di clienti e operatori è molto elevato. Credo che il segreto stia nella combinazione tra rigore e apertura al cambiamento. I numerosi riconoscimenti ricevuti negli ultimi anni, incluso il premio Studio Notarile dell’Anno nel settore Energy, sono una conferma del percorso intrapreso, ma non un punto di arrivo.
In Milano Notai non ci limitiamo a “fare atti”, ma affrontiamo operazioni complesse e di sistema – basti pensare a importanti acquisizioni di impianti nel settore energy, alle operazioni aventi ad oggetto i rigassificatori, all’operazione di project financing del primo impianto agrivoltaico avanzato con BESS integrato – con rigore, multidisciplinarità e coordinamento con advisor legali e fiscalisti nazionali e internazionali. Ogni professionista dello studio condivide un metodo di lavoro che unisce competenza tecnica e orientamento pragmatico alla soluzione. Da un lato, una cura maniacale della qualità tecnica, del controllo dei processi e dell’affidabilità del lavoro; dall’altro, la capacità di innovare, di specializzarsi e di non adagiarsi sui risultati raggiunti.
Ripeto, i riconoscimenti fanno piacere e danno conferma del percorso intrapreso, ma non devono mai diventare un punto di arrivo. In un contesto così dinamico, l’unico modo per mantenere uno standard elevato è considerarlo ogni giorno come qualcosa da riconquistare, non da difendere.
Facciamo un passo indietro. La sua è stata una “vocazione” o una scelta naturale, sulle orme di suo papà, il notaio Gianfranco Condò Arena?
GC: Una scelta naturale. Mi sono “buttata” nel notariato guidata dalla professionalità di papà. È bene ricordare che non si tramanda il sigillo notarile di padre in figlio, come spesso si sente dire. Si diventa notaio passando un concorso nazionale estremamente duro e selettivo.
Quali i suoi primi passi professionali?
GC: Ho vinto il famoso concorso notarile a 29 anni e ho avuto la mia prima sede a Introbio, dove ho aperto un piccolo studio, in un garage di una amica.
Quando ha capito che poteva fare il salto, da uno studio affermato e “tranquillo”, a un’azienda in piena regola?
GC: Lo studiolo garage è durato molto poco. Con Monica De Paoli abbiamo iniziato la nostra avventura professionale e imprenditoriale nel centro di Milano e siamo cresciute insieme ai nostri collaboratori, con l’obiettivo costante di fornire un servizio super attento ai nostri clienti.
Un momento decisivo, di crescita reputazionale, oltre che umana e professionale, è stata “La Carica delle 101”, la community di professioniste a supporto delle startup. Lei l’ideatrice. Il lancio nel 2020, in piena pandemia. Che avventura è stata, come si è sviluppata?
GC: È stata un’avventura intensa e, per certi versi, inaspettata. La Carica delle 101 è nata nel 2020, in un momento di grande incertezza, quando la pandemia aveva improvvisamente bloccato relazioni, progetti e prospettive. Proprio in quel contesto ho sentito l’urgenza di creare uno spazio di confronto e di supporto reale per le startup, che stavano vivendo una fase di estrema fragilità, ma anche di grande energia creativa.
All’inizio è stato un esperimento molto concreto e poco teorico: mettere intorno a un tavolo, anche solo virtuale, professioniste con esperienze diverse e imprenditori che avevano bisogno di uno sguardo esterno, competente e libero. Non c’era l’ambizione di costruire subito una “struttura”, ma la volontà di essere utili.
La risposta è stata sorprendente: in poco tempo la community è cresciuta, si è consolidata e ha trovato un suo metodo, basato su percorsi di mentoring brevi, intensi e focalizzati, che nel tempo si sono dimostrati sostenibili ed efficaci.
Oggi La Carica delle 101 è una realtà riconosciuta, che coinvolge oltre duecento professioniste e ha accompagnato più di centocinquanta startup. È cresciuta mantenendo lo stesso spirito delle origini, ma con una maggiore consapevolezza del proprio ruolo nell’ecosistema dell’innovazione. Per me è stata anche una grande esperienza umana e professionale: mi ha insegnato quanto il valore della condivisione, se organizzato e strutturato, possa generare impatto reale. E credo che sia proprio questa autenticità, nata in un momento difficile e mai persa, ad averne accompagnato la crescita.
Ci sono stati, nella sua professione, momenti in cui si è trovata davanti a sfide particolarmente toste, a parte quelle che abbiamo citato? A quali hard e soft skills ha fatto appello?
GC: Le sfide toste sono quasi quotidiane! Le hard skills nel nostro lavoro, con la tipologia di clienti e di operazioni che seguiamo, sono assolutamente date per presupposte. Non si può fare a meno di continui corsi di aggiornamento, di partecipazione a convegni e di studiare pagine e pagine di approfondimenti…
Quanto alle mie soft skills, sono aiutata da una capacità organizzativa molto spiccata, da doti relazionali e da una facilità di vedere oltre al mio naso. Ma non amo parlare di me.
Non riesco a pensare come una donna così impegnata possa trovare del tempo libero…
GC: Ho delle parole chiave che sono un mantra, anzi una sola: organizzazione, organizzazione, organizzazione.
Lei è sposata, con un figlio diciottenne. Su quali valori, lei e suo marito, avete impostato l’educazione del vostro ragazzo?
GC: Mio marito ed io crediamo (e speriamo!) che i valori si possono trasmettere osservando i comportamenti degli adulti e offrendo molto amore. Rispetto, onestà, attenzione al prossimo, gentilezza e umiltà riteniamo che siano i valori fondamentali.
Non possiamo tralasciare la sua celebre nonna: la scrittrice e poetessa Carla Porta Musa. Ricordo, nel 2000, di avere incontrato entrambe a Villa Olmo di Como, in occasione di un evento. Che rapporto avevate? Quanto è stata per lei una “role model”?
GC: La nonna ed io siamo sempre state molto complici con un dialogo aperto e sempre moderno, sia su questioni serie che su frivolezze. Lei mi ha insegnato (insieme a mio marito) ad avere la porta aperta, ad accogliere gli amici a casa e ad amare la socialità.
Le capita di confrontarsi con sua mamma, la dottoressa e umanista Livia Porta?
GC: Sì, molto spesso, con lunghe telefonate. La mamma è la mia consigliera. Donna intelligente, mai esagerata, profonda conoscitrice delle persone e generosa.
Infine, vorrei chiederle un auspicio per le giovani generazioni di donne che si affacciano al mondo del lavoro.
GC: Il mio auspicio è che le giovani donne possano entrare nel mondo del lavoro con ambizione e libertà, senza sentirsi in dovere di scegliere tra competenza e autenticità. Vorrei che si sentissero legittimate a pensare in grande, a prendersi spazio, a sbagliare e a ricominciare, senza il peso di modelli rigidi o aspettative che spesso non tengono conto della complessità dei percorsi professionali e di vita.
Spero anche che imparino presto il valore delle relazioni: costruire reti solide, basate sulla fiducia e sulla qualità, è uno dei veri fattori abilitanti della crescita professionale. Nessun percorso è davvero solitario, e chiedere supporto non è un segno di debolezza ma di consapevolezza. Infine, mi auguro che possano contribuire a cambiare il modo di lavorare, portando nei contesti professionali attenzione, responsabilità e visione di lungo periodo. Il futuro del lavoro ha bisogno del loro sguardo, della loro preparazione e del loro coraggio.
Giovannella Condò vive e lavora a Milano. Si occupa principalmente di operazioni di diritto societario e di banking e project finance. Segue società, banche di investimento, fondi di private equity e di venture capital, istituti finanziari, start up e PMI innovative in ogni fase della consulenza, con particolare attenzione alle emissioni di bond, mini bond, project bond e strumenti finanziari partecipativi, equity crowdfunding, assetti di governance e ristrutturazione del debito. È molto attiva nelle transazioni di project finance in materia di energia e di infrastrutture, occupandosi dell’intero security package che assiste ogni tipo di finanziamento, prestito obbligazionario, bond, project bond: pegni su quote, azioni o crediti, ipoteche e privilegi speciali e generali, cessione dei crediti in garanzia, sempre valutando molto attentamente il relativo profilo fiscale. Notaio dal 2001. Componente del Consiglio notarile di Milano fino al 2014, componente di commissioni del Consiglio nazionale del Notariato. Docente nel corso di diritto societario alla Scuola di Notariato della Lombardia, è autrice di contributi scientifici in materia societaria. È attiva in iniziative di women empowerment, mentoring, professional e women network. Nel 2020, ha fondato La Carica delle 101, associazione non profit per il supporto al mondo delle startup.