Notai da notare. A colloquio con Milano Notai

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13 aprile 2026

Numero Rivista: MAG 237

ESPERIENZA E CAPACITÀ DI INNOVARSI, ECCO COSA FA LA DIFFERENZA. A colloquio con Milano Notai

per MAG di LegalCommunity, a cura di Giovanni Longo

 

“Benvenuti nel nostro “salotto professionale”: relazione diretta con clienti e imprese, studio sempre orientato al problem solving. Il nostro impegno nella complessità giuridica, dall’inizio alla fine dell’operazione.”

Leadership femminile, approccio costante al problem solving, relazione diretta tra notaio, clienti, professionisti e advisor. E poi ancora, formazione, innovazione e responsabilità. In una parola, anzi due, Milano Notai. Giovannella Condò, Monica De Paoli e Stefania Anzelini aprono le porte del loro “salotto professionale” nel cuore di Milano.

Milano Notai, il vostro non è mai stato uno studio notarile “tradizionale”. Vi siete distinti per un forte impegno su operazioni complesse, per expertise verticali, per un rapporto diretto con il cliente e un ruolo attivo con gli advisor. Che tipo di studio siete oggi?

“Se dovessimo definirci con una formula semplice, diremmo: un notaio che c’è dall’inizio alla fine. 

Il notaio, per sua natura, non sceglie le operazioni, però può scegliere come affrontarle. Fin dall’inizio, oltre vent’anni fa, abbiamo deciso di impegnarci nella complessità: studiare a fondo le operazioni, affiancare clienti e advisor sin dalle fasi iniziali per contribuire a costruire soluzioni solide e sostenibili.

Questo significa lavorare in modo integrato con avvocati e fiscalisti, non come passaggio finale ma come parte attiva del processo. In questo contesto, la capacità di problem solving diventa centrale: spesso il valore sta proprio nel trovare la chiave giuridica più efficace per rendere possibile un’operazione. 

Allo stesso tempo, abbiamo sempre creduto nella relazione diretta e continua tra notaio, clienti, professionisti, advisor. Un rapporto basato su confronto, fiducia e accessibilità, che consente di accompagnare decisioni anche molto complesse. Anche i nostri spazi e la sede di Milano, nel Palazzo Poldi Pezzoli, riflette questa visione: uno studio concepito come un “salotto professionale”, un luogo di relazione e networking dove far crescere connessioni di valore in modo strutturato e con benefici concreti per clienti e stakeholder. Insomma, siamo uno studio che non si adagia. 

Evolviamo costantemente, investendo in innovazione, formazione e nuovi modelli organizzativi, perché in un contesto che cambia rapidamente, l’esperienza è fondamentale, ma è la capacità di rinnovarsi che fa davvero la differenza.”

Presentazione delle socie. Partiamo da lei, Giovannella Condò. Di cosa si occupa in particolare?

“Mi occupo di operazioni di diritto societario, M&A, banking e project finance. Fin dall’inizio del mio percorso professionale ho scelto di dedicarmi ad ambiti complessi: sono stata tra i primi notai in Italia a lavorare su operazioni di project finance e continuo a seguirle con grande interesse. Affianco società, banche di investimento, fondi di private equity e venture capital, istituzioni finanziarie, startup e PMI innovative lungo tutte le fasi della consulenza, con un approccio molto operativo e integrato. Sono sempre stata attratta dai contesti nuovi e in evoluzione: dalla normativa sulle startup, che ho iniziato a seguire sin dalle prime fasi della sua introduzione, fino ai settori più sfidanti come energia, infrastrutture e project finance e venture capital. Sono proprio questi ambiti, in cui innovazione e complessità si incontrano, a rappresentare per me lo stimolo più forte.”

Tra le recenti operazioni quale l'ha appassionata particolarmente?

“In generale direi tutte quelle legate al diritto societario, alle operazioni corporate, M&A e al mondo dei fondi di private equity, che restano il mio ambito naturale. Se però devo sceglierne una, penso a un’operazione nel venture capital, un settore che non ha ancora numeri enormi ma che trovo estremamente stimolante per il livello di tecnicismo e per l’energia che porta con sé. 

Mi riferisco al round di investimento da 14 milioni chiuso da ISAAC, una società innovativa attiva nello sviluppo di tecnologie antisismiche per infrastrutture. Un’operazione guidata da 360 Capital e CDP Venture Capital, con la partecipazione di investitori come Ring Capital, Azimut Libera Impresa e Axon Partners Group. È stata un’operazione che mi ha appassionata perché mette insieme diversi elementi: innovazione, impatto concreto sul territorio e una struttura articolata dal punto di vista giuridico. È esattamente il tipo di complessità che rende questo lavoro così interessante.”

E invece, quali sono le principali attività di Monica De Paoli?

“Un notaio si occupa di tutto, e ritengo che questo “generalismo” faccia molto bene alla professione e alla vita. Tuttavia, anche io ho le mie specializzazioni e passioni; da molti anni, infatti, seguo in particolare due settori. 

Uno di essi è il real estate: lavoro principalmente insieme a SGR (e relativi fondi immobiliari) e Sicaf italiane e straniere sulle operazioni che più richiedono una visione d’insieme: acquisizioni, dismissioni, finanziamenti, garanzie, sostituzioni di SGR, operazioni straordinarie. Qui la complessità non è un’eccezione ma la regola, ed è proprio in queste “geometrie variabili” che mi trovo più a mio agio. 

Da un estremo all’altro del nostro mondo, posso dire di lavorare molto con il Terzo Settore, seguendone da vicino l’evoluzione storica, economica e legislativa. Per me il mondo del non profit è allo stesso tempo una palestra di studio e di lavoro ma anche un impegno personale con diversi enti. In questi anni, tutta l’economia che va dal non profit a forme societarie innovative come le società benefit e le B-corp sta crescendo di dimensioni e di ruolo. Interessarmi alle nuove forme di collaborazione tra pubblico, privato profit e non profit è per me un modo di partecipare alla crescita della nostra società e alla ricerca di forme inedite di sostenibilità e di coesione. Impatto, filantropia, partenariati, economie di comunità sono nuove frontiere della professione; mi trovo così ad affiancare enti italiani e stranieri, family office e professionisti di altre discipline in tutte le fasi: costituzione, passaggio a ETS, operazioni di trasformazione, fusione e scissione, spesso affiancate da attività di advisory e di due diligence anche fiscale. In questo momento capita di frequente che le mie due aree di interesse si intersechino: penso ai progetti di housing sociale, studentesco e a canone concordato, dove - anche grazie alla pressione dell’UE - crescono le collaborazioni su progetti di sistema tra finanza, PA e Terzo settore.”

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