L’investitore può avere un diritto di veto nel CdA?

diritto societario

10 settembre 2026

Nelle operazioni di private equity e venture capital gli investitori chiedono frequentemente di poter incidere su alcune decisioni considerate strategiche.

Sono le cosiddette reserved matters.

Una delle tecniche utilizzabili consiste nel prevedere che, per determinate deliberazioni del consiglio di amministrazione, non sia sufficiente il raggiungimento della maggioranza ordinaria, ma sia necessario anche il voto favorevole dell’amministratore designato dall’investitore.

La prassi notarile ammette che lo statuto può stabilire che una deliberazione sia validamente assunta soltanto se, oltre al quorum previsto, ricorra il voto favorevole - oppure non ricorra il voto contrario - di uno o più amministratori individuati in base alla carica ricoperta o alla “provenienza” della loro nomina.

Il diritto di veto può essere limitato alle sole decisioni strategiche e può anche essere subordinato al permanere di determinate condizioni, ad esempio al mantenimento da parte dell’investitore di una certa partecipazione.

La clausola deve però essere costruita con attenzione. Una tutela eccessivamente ampia può trasformare un diritto di protezione della minoranza in un fattore di paralisi dell'attività societaria.

 


 MN TAKEAWAY 

 

L’investitore può essere protetto attraverso un voto determinante dell’amministratore da lui espresso. Occorre però individuare con precisione le reserved matters e coordinare il veto con quorum, composizione del CdA e meccanismi di deadlock. 

Il punto non è attribuire più veto possibile, ma costruire una governance che continui a funzionare e non paralizzi il funzionamento della società.

 


 

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