Titoli di solidarietà: via libera europeo

non profit & terzo settore

03 novembre 2026

La Viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, ha annunciato che, con la comfort letter del 23 settembre 2026, resa nota nel mese di ottobre, la Direzione generale Concorrenza della Commissione europea ha espresso una valutazione favorevole sulla compatibilità dei titoli di solidarietà, disciplinati dall'articolo 77 del D.lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore), con la normativa europea in materia di aiuti di Stato.

Come evidenziato dalla Viceministra, gli Enti del Terzo Settore svolgono un ruolo unico, di elevato valore sociale e non possono essere equiparati alle ordinarie imprese lucrative. Riconoscere la loro specificità significa offrire strumenti concreti a chi si prende cura ogni giorno delle nostre comunità.

Anche Giancarlo Moretti, portavoce del Forum Terzo Settore, ha accolto favorevolmente la notizia, auspicando che “questi nuovi strumenti siano di supporto soprattutto alle realtà più piccole, che faticano a realizzare investimenti e che spesso si trovano costrette a ridurre le loro attività o addirittura a rinunciare a svolgerle per mancanza di risorse” e che “i titoli di solidarietà si sviluppino insieme a una più ampia politica di sostegno all’accesso al credito del Terzo settore, per aumentare l’impatto delle attività sociali di cui beneficia tutta la collettività”.

 

Cosa sono i titoli di solidarietà?

Sono strumenti finanziari, quali obbligazioni, altri titoli di debito e certificati di deposito, emessi dagli istituti di credito per raccogliere risorse private da destinare al finanziamento delle attività di interesse generale degli enti iscritti al RUNTS.

Le obbligazioni e gli altri titoli di debito hanno scadenza non inferiore a 36 mesi, possono essere nominativi o al portatore; i certificati di deposito hanno scadenza non inferiore a 12 mesi. Entrambi gli strumenti corrispondono interessi con periodicità almeno annuale.

Essi permettono ai cittadini di orientare il risparmio verso iniziative ad alto impatto sociale e di assicurare agli ETS la liquidità necessaria per finanziare le proprie attività di interesse generale, generando benessere sociale.

La disciplina prevede un regime fiscale agevolato, volto ad incentivare sia l'emissione dei titoli da parte degli istituti di credito sia la loro sottoscrizione da parte dei risparmiatori.

 

In particolare, sono previsti:

  • l'applicazione dell'aliquota agevolata del 12,50% sui rendimenti;

  • l'esclusione dei titoli dalla base di calcolo dell'imposta di bollo sulle comunicazioni relative ai depositi titoli;

  • la non concorrenza alla formazione dell'attivo ereditario ai sensi dell'articolo 9 del D.lgs. 346/1990;

  • un credito d'imposta pari al 50% delle erogazioni liberali in denaro effettuate dagli istituti emittenti a favore degli Enti del Terzo Settore, alle condizioni previste da sopra citato articolo 77.

 

Quali prospettive si aprono?

Il riconoscimento europeo costituisce un passo significativo verso l'effettiva introduzione di strumenti capaci di avvicinare il mondo della finanza a quello del non profit, favorendo l'accesso al credito e la sostenibilità economica dei progetti sociali.

 


 MN TAKEAWAY 

 

Titoli di solidarietà: nuove prospettive di finanziamento per il Terzo settore.

Il parere favorevole della Commissione europea rappresenta un passaggio importante per lo sviluppo della finanza sociale in Italia.

I titoli di solidarietà potranno offrire agli Enti del Terzo Settore, anche di minori dimensioni, nuove opportunità di accesso al credito, affiancando alle tradizionali donazioni strumenti di finanziamento capaci di sostenere investimenti, progetti e attività di interesse generale.

Un'opportunità per rafforzare la sostenibilità economica degli enti e favorire un impiego del risparmio privato a beneficio della collettività.

 


 

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