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04 settembre 2020

Il 31 ottobre 2020 per Onlus, APS e ODV scade il termine per adeguare gli statuti al Codice del Terzo Settore

A tre anni dall’entrata in vigore del Codice del Terzo settore, questa settimana la Conferenza Stato-Regioni dovrebbe esprimere il proprio parere sul decreto ministeriale sul funzionamento del Registro Unico del Terzo settore, prima dell’approvazione finale da parte del Ministero del Lavoro. Per la piena operatività del Registro si dovrà attendere la prossima primavera.

L’art. 101 del Codice prevede che Onlus, Organizzazioni di Volontariato e Associazioni di promozione sociale adeguino i loro statuti alle nuove disposizioni prima ancora dell’operatività del nuovo Registro.

Il termine, originariamente fissato il 3 agosto 2019, è stato successivamente prorogato al 30 giugno 2020 dal comma 4-bis dell’art. 43 del D.L. 34/2019 (cd. Decreto Crescita) e ulteriormente prorogato al 31 ottobre 2020 dall’art. 35, comma 1, D.L. 18/2020 (cd. Cura Italia).

E’ bene ricordare che gli enti che non rivestono le qualifiche sopra ricordate (ODV, APS e ONLUS) non hanno alcun onere di adeguamento dello statuto entro il 31 ottobre 2020. Se decideranno di acquisire la qualifica di Ente del Terzo settore potranno modificare gli statuti anche successivamente all’attivazione del Registro unico.

Per gli enti che hanno una delle citate qualifiche, invece, l’art. 101, comma 2, del Codice del Terzo settore stabilisce che “Fino all’operatività del Registro unico nazionale del Terzo settore, continuano ad applicarsi le norme previgenti ai fini e per gli effetti derivanti dall’iscrizione degli enti nei Registri Onlus, Organizzazioni di Volontariato, Associazioni di promozione sociale che si adeguano alle disposizioni inderogabili del presente decreto entro il 31 ottobre 2020. Entro il medesimo termine, esse possono modificare i propri statuti con le modalità e le maggioranze previste per le deliberazioni dell’assemblea ordinaria al fine di adeguarli alle nuove disposizioni inderogabili o di introdurre clausole che escludono l’applicazione di nuove disposizioni derogabili mediante specifica clausola statutaria”.

Ma cosa succede a Onlus, Odv e Aps che non adeguano il loro statuto nel termine del 31 ottobre?

Sicuramente dopo questo termine non sarà possibile per le associazioni deliberare le modifiche degli statuti avvalendosi dei quorum previsti per le assemblee ordinarie, anche nel caso in cui le modifiche siano limitate a quelle minime necessarie.

Nella nostra esperienza, però, difficilmente gli enti si limitano alle modifiche strettamente necessarie, perché la revisione dello statuto diventa l’occasione per aggiornare le regole di funzionamento a mutate esigenze o per strategie future, e quindi si rendono necessari i quorum previsti per le assemblee straordinarie, venendo meno l’applicabilità della previsione dell’art. 101 CTS.

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 89/E del 25 ottobre 2019, è intervenuta a chiarire le conseguenze del mancato rispetto del termine per gli adeguamenti statutari sul piano fiscale, precisando che un ente iscritto in un registro previsto dalla legge 11 agosto 1991, n. 266 (Organizzazione di volontariato) o iscritto in un registro previsto dalla legge 7 dicembre 2000, n. 383 (Associazioni di Promozione Sociale) o iscritto all’Anagrafe delle ONLUS prevista dall’articolo 11 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, può continuare ad applicare le disposizioni fiscali discendenti dalle norme citate, sempre che sia in possesso dei requisiti formali e sostanziali previsti dalle leggi di settore, fino all’operatività della nuova disciplina contenuta nel Codice del Terzo Settore, anche nel caso in cui non proceda ad adeguare lo statuto entro il 30 giugno 2020 (ora 31 ottobre) alle disposizioni inderogabili del Codice.

Per concludere, ricordiamo che per le Onlus che provvedono, in ogni caso, ad adeguare gli statuti alle disposizioni ETS, l’efficacia degli adeguamenti deve essere subordinata alla decorrenza del termine di cui all’articolo 104, comma 2, del Codice, ossia l’entrata in vigore del nuovo regime fiscale degli ETS e il venir meno del regime Onlus. Questo avverrà a partire dall’anno di imposta successivo alla ricezione del parere favorevole della Commissione europea, ad oggi non ancora espresso.

Pertanto gli statuti delle Onlus che rimangono in vigore fino alla piena attuazione del Codice devono continuare ad essere compliant alle previsioni dell’art. 10 del D.Lgs. 460/97.

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