fiscalità
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19 febbraio 2021

Rivalutazione dei terreni: è possibile indicare nell’atto di cessione un valore inferiore a quello rivalutato

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 1/E del 22 gennaio 2021, afferma che in sede di vendita di un terreno edificabile o con destinazione agricola è possibile indicare un corrispettivo inferiore al valore di rivalutazione, senza che ciò determini la decadenza del contribuente dal beneficio correlato al pregresso versamento dell’imposta sostitutiva, né la possibilità per l’Amministrazione finanziaria di accertare la plusvalenza secondo il valore storico del bene.

La procedura di rideterminazione del costo o valore di acquisto delle partecipazioni e dei terreni (articoli 5 e 7 legge n. 448 del 2001 (Legge finanziaria per il 2002, che ha introdotto il meccanismo delle rivalutazioni) è condizionata al versamento di un’imposta sostitutiva nella misura dell’11 per cento del valore risultante da apposita perizia redatta da professionista abilitato, sia per le partecipazioni (qualificate o non qualificate) sia per i terreni.

Nel periodo d’imposta 2021 è prevista la possibilità di rideterminare il costo o il valore di acquisto delle suddette partecipazioni e terreni detenuti alla data del 1° gennaio 2021, effettuando i relativi adempimenti entro il 30 giugno 2021.

 

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