diritto societario
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10 aprile 2019

Operazioni sulle proprie quote più facili se nello statuto c’è la clausola giusta

Ancora buone notizie per le s.r.l. PMI. Non solo, grazie alla manovra correttiva del 2017, possono usufruire di quasi tutte le deroghe al diritto societario un tempo riservate solo alle start up innovative, tra cui la possibilità di compiere operazioni sulle proprie partecipazioni, purchè siano a servizio di piani di work for equity. Ma anche, seguendo il recente orientamento del notariato milanese, oggi realizzare in concreto operazioni sulle proprie quote può rivelarsi più semplice del previsto.

È dello scorso novembre la massima n 179 della Commissione Società del Consiglio Notarile di Milano in cui si chiarisce che un’autorizzazione permanente all’acquisto e alla disposizione di quote proprie può essere contenuta in una apposita clausola dello statuto. Così si può quindi evitare di dovere passare volta per volta dall’assemblea per deliberare singole autorizzazioni ad hoc.

La flessibilità statutaria che caratterizza le s.r.l. e il fatto che le operazioni sulle proprie partecipazioni hanno necessariamente il fine predeterminato di servire per la realizzazione di piani di incentivazione permettono alle s.r.l. PMI di non dovere attenersi ai più rigorosi limiti procedurali cui devono sottostare le società per azioni. Ferma restando, ovviamente, la necessità che l’acquisto avvenga nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili.

Al momento di mettere mano alla redazione o alla modifica degli statuti di start up innovative, PMI innovative e s.r.l. PMI in genere vale quindi la pena di inserire la ‘clausola semplifica operazioni su quote proprie’.