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10 luglio 2020

Il Decreto Rilancio punta anche sulle società Benefit

Il 9 luglio la Camera ha approvato il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, meglio noto come “Decreto Rilancio”.

Tra gli emendamenti approvati dalla Camera c’è anche l’art. 38 ter che con l’esplicito scopo di sostenere il rafforzamento sull’intero territorio nazionale dell’ecosistema delle società benefit, riconosce un contributo, sotto forma di credito di imposta pari al 50 per cento dei costi di costituzione o trasformazione in società benefit, sostenuti a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto in esame e fino al 31 dicembre 2020.

Como noto le società benefit, introdotte dall’art. 1, commi 376 e seguenti della legge di stabilità per il 2016 (Legge 208 del 2015) sono quelle società che perseguono una o più finalità di beneficio comune nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni e attività culturali e sociali, enti e associazioni ed ogni altro portatore di interesse.

Il credito d’imposta introdotto nel Decreto Rilancio è riconosciuto fino all’esaurimento dell’importo massimo di 7 milioni di euro, che costituisce il relativo limite di spesa.

Lo stesso articolo prevede anche l’istituzione di un apposito fondo, nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, con dotazione di 3 milioni di euro per l’anno 2020, volto esclusivamente alla promozione delle società benefit nel territorio nazionale, fermo restando il riconoscimento del credito d’imposta.

A questo non resta che attendere l’approvazione del Senato che dovrà avvenire entro il 18 luglio. Dato il brevissimo margine di tempo per l’approvazione del decreto è verosimile che non interverranno ulteriori significativi cambiamenti al testo di legge uscito dalla Camera.

 

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