fiscalità
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19 febbraio 2021

Credito d’imposta prima casa: come utilizzarlo in maniera ottimale

L’Agenzia delle Entrate, in risposta all’interpello n. 44 del 2021, ritorna sul tema dell’utilizzo del credito d’imposta e ribadisce la possibilità di utilizzare l’importo residuo del credito d’imposta (l’eccedenza rispetto a quello utilizzato in diminuzione dell’imposta di registro pagata in sede di riacquisto) solo in diminuzione dalle imposte sui redditi delle persone fisiche ovvero in compensazione delle somme dovute ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (che disciplina gli adempimenti dei contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi e dell’imposta sul valore aggiunto).

Rimane ferma la regola che l’ammontare del credito non può essere superiore, in ogni caso, all’imposta di registro o all’imposta sul valore aggiunto dovuta per l’acquisto agevolato della nuova casa di abitazione non di lusso.

È importante ricordare che il credito residuo può essere fatto valere in sede di presentazione della prima dichiarazione dei redditi successiva al riacquisto, ovvero della dichiarazione relativa al periodo di imposta in cui è stato effettuato il riacquisto stesso.

Viene esclusa, invece, la possibilità di utilizzare il credito residuo in diminuzione delle imposte di registro, ipotecaria, catastale, e dell’imposta sulle successioni e donazioni per gli atti presentati successivamente alla data di acquisizione del credito (la data di riacquisto, in cui sorge in credito d’imposta). In tali casi, infatti, il credito deve essere utilizzato per l’intero importo.

 

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