diritto societario
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01 febbraio 2020

Il Consiglio Notarile di Milano ufficializza le clausole statutarie antidiluizione

La Commissione Società del Consiglio Notarile di Milano ha definitivamente sdoganato le clausole statutarie antidiluizione, di cui, nella prassi, si fa uso da un po’. La recente massima n. 186 ha infatti ad oggetto una delle modalità con cui si può garantire ad un socio – o a una categoria di soci – di mantenere la propria percentuale di partecipazione in una società anche nel caso in cui non intenda partecipare ad un aumento di capitale deliberato a un prezzo inferiore all’importo determinato nella clausola stessa (importo che, in genere, coincide con il prezzo di emissione delle azioni o delle quote sottoscritte in precedenza dal socio che si avvale della clausola antidiluizione).

Il risultato viene raggiunto prevedendo in statuto una procedura che abbia come effetto che ai soci ‘protetti’ dalla clausola antidiluizione siano assegnate azioni o quote senza alcun conferimento da parte loro.

Tali azioni o quote verranno liberate dagli altri soci o, pur se per lo più in linea teorica, anche dai soggetti terzi che sottoscrivono l’aumento di capitale. Il tutto, naturalmente, a condizione che il totale dei conferimenti effettuati dai sottoscrittori diversi dai soci che usufruiscono della clausola antidiluizione sia almeno pari all’ammontare del capitale complessivamente sottoscritto.

Questo meccanismo può essere strutturato sia come un diritto di categoria (di azioni o, ove consentito, di quote) sia, nelle s.r.l., come un diritto particolare ai sensi dell’articolo 2468, comma 3, c.c..

Oltre alla fattispecie presa in considerazione dalla massima n. 186, ci sono almeno due altre vie per correggere gli effetti diluitivi in sede di aumento di capitale. Una è la contestuale delibera di un aumento di capitale gratuito con assegnazione di azioni o quote ai soci protetti, purchè vi siano riserve disponibili e la delibera sia assunta all’unanimità.

L’altra – che in molti casi può rivelarsi la soluzione più semplice per tutti i soggetti coinvolti – è la contestuale delibera di un aumento di capitale a pagamento, al solo valore nominale, destinato ai soci protetti, che provvederanno al relativo conferimento.

 

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