startup e innovazione
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17 maggio 2019

Agevolazioni fiscali dei PIR anche per l’equity crowdfunding

Gli investimenti in quote di Srl offerte al pubblico tramite piattaforme di equity crowdfunding sono stati riconosciuti, in una recente risposta dell’Agenzia delle Entrate, come investimenti qualificati di un piano di risparmio (PIR), ovvero quel particolare strumento finanziario che mira a indirizzare gli investimenti privati verso le piccole e medie imprese in virtù di alcuni vantaggi fiscali.

Tali investimenti accederanno quindi alla tassazione agevolata prevista per gli stessi PIR e, in particolare, essa consisterà in una deduzione pari al 30% della somma effettivamente investita in strumenti finanziari partecipativi (SFP) emessi da start-up innovative costituite in forma di Srl.

Per far si, tuttavia, che tale investimento risulti fiscalmente agevolato è necessario che gli SFP prevedano clausole di convertibilità in quote di start-up innovative e che tale conversione abbia realmente luogo.

Non è, invece, prevista l’agevolazione nel caso in cui l’investimento si configuri come mero strumento di credito o prestito, non essendo questi ultimi considerati uno strumento finanziario.

Si tratta di un’importante novità che va ad aggiungersi a quelle già introdotte con l’ultima Legge di Bilancio, così da garantire un progressivo e maggiore sviluppo dell’equity crowdfunding in Italia.

 

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